La filosofia lo conferma: viviamo in una società futurista. Anzi, accelerazionista
Apr 06È opinione abbastanza diffusa che, dopo quello comunista di Karl Marx, il manifesto d’avanguardia più celebre sia quello dei futuristi. Il movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d’Egitto, 22 dicembre 1876 – Bellagio, 2 dicembre 1944), infatti, oltre ad aver generato pregevoli opere d’arte, ha prodotto anche le profezie più interessanti, la migliore...
Dalla selva primitiva al deepfake: il ruolo della maschera nella società postmoderna
Mag 26Dalla selva primitiva al deepfake: il ruolo della maschera nella società postmoderna Lo scrittore e critico Marco Belpoliti, citando il sagace e influente filosofo tedesco Thomas Macho, notava come l’uomo odierno occidentale, ormai globalizzato, viva in una sorta di “società facciale”, la quale possiede la prerogativa di produrre volti senza sosta. A ogni angolo di strada, su ogni...
Plutarco, Sulla superstizione (14)
Ott 14Brano precedente: Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (13) 14. Ma nessun morbo è tanto pieno d’errori, pieno di afflizioni, frammisto a dottrine opponentisi, o meglio scontrantisi, come questo, la superstizione. Essa dunque va fuggita nettamente ed opportunamente, non procedendo irriflessivamente ed illogicamente come fanno quanti fuggono da un assalto di briganti o di...
Plutarco, Sulla superstizione (13)
Ott 07Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (12) 13. Ecco: non sarebbe stato meglio per alcuni Galati e Sciti non avere in tutto e per tutto intendimento né fantasia né storia sugli dei piuttosto che credere che vi siano dei godenti del sangue di uomini strangolati e credere questo il sacrificio e l’atto di culto più perfetto? Che aggiungere, dunque? Non sarebbe stato...
Plutarco, Sulla superstizione (12)
Set 30Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (11) 12. Insieme a tutto questo, l’ateo non è in alcuna maniera corresponsabile della superstizione. La superstizione, di contro, preparò all’ateismo il principio per generarsi ed ora, dopo che s’è generato, gli dà un argomento apologetico, che non è né vero né bello, ma non immeritevole di essere in qualche modo...
Plutarco, Sulla superstizione (11)
Set 23Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (10) 11. Ebbene, parlare male degli dei è irreligioso, mentre pensarne male non lo è? Ma non è il pensiero a rendere indegna la voce del blasfemo? Ecco che noi, infatti, rigettiamo la diffamazione giacché segno di mente malevola e consideriamo nemici quanti parlano male di noi giacché anche malpensanti. T’avvedi, ordunque, di...
Plutarco, Sulla superstizione (10)
Set 16Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (9) 10. Per questo, ecco, mi succede di meravigliarmi di coloro che professano che l’ateismo è empietà, ma non professano altrettanto sulla superstizione. Eppure, ecco, ad Anassagora occorse un processo per empietà quando disse che il sole è una pietra, mentre nessuno ha mai proclamato empi i Cimmeri giacché credono che il sole...
Plutarco, Sulla superstizione (9)
Set 09Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (8) 9. Tale è la superstizione negli eventi e nei momenti imprevisti, cosiddetti perniciosi; d’altra parte anche in quelli più soavi non è per nulla migliore dell’ateismo. Soavissimi, dunque, sono per gli uomini le feste, i banchetti presso i templi, i misteri, le iniziazioni, le preghiere agli dei e le adorazioni di essi....
Plutarco, Sulla superstizione (8)
Set 02Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (7) 8. Narrano che Tribano, che stava per esser arrestato dai Persiani, sguainò il gladio e combatté gagliardamente, da uomo forte qual era; dopo, quando gridando gli notificarono che lo arrestavano per ordine del re, buttò subito la spada e presentò le mani per farsele legare. Non s’ingenera forse qualcosa di simile? Gli altri...
Plutarco, Sulla superstizione (7)
Ago 26Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (6) 7. Per prima cosa, dunque, ispeziona attentamente la disposizione dell’ateo nell’incontrare fatti imprevisti. Se è per lo più misurato, s’adatta in silenzio alle circostanze presentantisi e si comporta con forza e coraggio; se invece è intollerante e perturbato, scaglia tutte le lamentele contro la tyche ed il caso e...
Plutarco, Sulla superstizione (6)
Ago 19Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (5) 6. Che ne dici dunque? Non ti sembra che il difetto degli atei rapportato a quello dei superstiziosi sia di tal genere? Gli uni non vedono per niente gli dei, gli altri suppongono che siano malvagi; gli uni li trascurano, gli altri presumono spaventoso quanto è benevolo, tirannico quanto è paterno, dannoso quanto è premuroso e...
Plutarco, Sulla superstizione (5)
Ago 12Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (4) 5. Nessuna di queste proposizioni è applicabile all’ateismo. Peraltro l’ignoranza è coriacea, il travisamento e la cecità per quanto riguarda questioni talmente serie sono grandi sfortune per la psiche, come se si fosse spento il più splendido ed importante dei suoi molti occhi: la noesi di Dio. Ma a questa dottrina,...
Plutarco, Sulla superstizione (4)
Ago 05Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (3) 4. A Samo era il tiranno Policrate a incutere paura, a Corinto era Periandro, ma nessuno sarebbe stato impaurito da costoro se si fosse trasferito in una polis libera e retta democraticamente. Ordunque, colui che paventa il potere degli dei come se costituisse una tirannide oscura ed inesorabile, dove si trasferirà, dove...
Plutarco, Sulla superstizione (3)
Lug 29Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (2) 3. Ordunque, tutte le malattie e le passioni della psiche sono brutte; in alcune, d’altronde, vi è qualcosa di fiero, di superiore e di distinto suscitato dalla loro leggerezza; in nessuna comunque è assente uno stimolo all’azione. Anzi è esattamente questo il reclamo comune contro ogni passione: incalza e...
Plutarco, Sulla superstizione (2)
Lug 22Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (1) 2. Perlustriamo dunque l’argomento scelto. L’ateismo, che è una dottrina stolta criticante l’esserci di quanto è beato ed incorruttibile, col non aver fede nel divino sembra fruttificare in una qualche apatia, così il risultato di questo non credere negli dei è l’assenza di paura; la superstizione, di contro, come attesta...
Plutarco, Sulla superstizione (1)
Lug 151. L’ignoranza e l’incomprensione per quanto concerne gli dei sin da subito, dall’esordio, sono avanzate come un duo e hanno prodotto l’ateismo nelle personalità rigide, come se fossero terreni duri, e la superstizione in quelle deboli, come se fossero terreni umidi. Ebbene, ogni singola opinione falsa è dannosa, comunque lo è senz’altro quella pertinente a questi...
Una testimonianza sulla filosofia della religione di Plutarco
Lug 08[Giovanni Malala, Cronografia, p. 55 Dindorf, 66-67 Hole]Erano, infatti, anche questi [popoli orientali] artefici d’immagini, guide e iniziatori ai misteri, e da costoro soprattutto fu recata in Ellade questa religiosità [omissis] gli Ioni, dunque, quelli della stirpe di Io, divennero la prima gente ad attuarli. [omissis] Plutarco di Cheronea, rifacendosi all’antica filosofia...
Una testimonianza di Plutarco sullo stoico Giulio Cano
Lug 01[Sincello, Cronografia, 1,625 Dindorf]Questi [Gaio Caligola] eliminò anche Giulio Cano, uno dei filosofi stoici; per quanto concerne costui da parte degli Elleni è stata creata una diceria, a quanto sembra, inverosimile. Ecco la leggenda: quando venne portato a morire, tranquillamente preannunciò a uno dei sodali che lo seguivano, di nome Antioco di Seleucia, che l’avrebbe...



