Temi e protagonisti della filosofia

Plotino, Enneade I 6 [1: Sul bello], 5

Plotino, Enneade I 6 [1: Sul bello], 5

Feb 15

    Brano precedente: Plotino, Enneade I 6 [1: Sul bello], 4   5. Ordunque, si deve domandare agli amatori anche di quelle non pertinenti all’insieme della sensibilità: che affezione provate per le cosiddette belle occupazioni ed i bei modi d’esser e le consuetudini temperanti ed in generale le opere di virtù, le disposizioni e la bellezza delle anime [10]? |5| E vedendo...

Plotino, Enneade I 6 [1: Sul bello], 4

Plotino, Enneade I 6 [1: Sul bello], 4

Feb 08

    Brano precedente: Plotino, Enneade I 6 [1: Sul bello], 3   4. Per quanto riguarda, dunque, le bellezze più preminenti, che non tocca più alla sensibilità guardare, ma che l’anima guarda e giudica senza organi, si deve contemplarle rivenendo su, lasciando che la sensibilità permanga in basso. Come, per quanto riguarda gli oggetti belli della sensibilità, non è possibile...

Plotino, Enneade I 1 (53: Che cos’è il vivente e che cos’è l’uomo?), 10

Plotino, Enneade I 1 (53: Che cos’è il vivente e che cos’è l’uomo?), 10

Set 25

    Brano precedente: Plotino, Enneade I 1 (53: Che cos’è il vivente e che cos’è l’uomo?), 9   10. Peraltro se noi siam l’anima, e inoltre noi patiamo queste affezioni, allora dovrebbe essere l’anima a patirle e farà anche le azioni che facciamo. Abbiamo anche professato che il composto comune è nostro, ed al meglio sinché non ne siam ancora separati....

Plotino, Enneade I 2 (19: Sulle virtù), 7

Plotino, Enneade I 2 (19: Sulle virtù), 7

Ago 17

    Brano precedente: Plotino, Enneade I 2 (19: Sulle virtù), 6   7. S’implicano allora l’una nell’altra anche queste virtù nell’anima, come anche là gli enti precedenti la virtù nell’Intelletto come paradigmi. Ed infatti scienza e sapienza là son l’intellezione, mentre la temperanza è la relazione a sé, il compimento della propria funzione,...

Plotino, Enneade I 2 (19: Sulle virtù), 6

Plotino, Enneade I 2 (19: Sulle virtù), 6

Ago 10

    Brano precedente: Plotino, Enneade I 2 (19: Sulle virtù), 5   6. Ebbene, nessuno di tali impulsi è una colpa, bensì un successo per l’uomo; peraltro lo sforzo non è essere esenti da colpa, bensì essere dio. Ebbene, se qualcuno di tali impulsi irriflessi si generasse, allora questo tale sarebbe dio e demone*, |5| essendo duplice o meglio avendo con sé un altro avente...