Temi e protagonisti della filosofia

Diogene Laerzio su Protagora (IX, 50-56)

Diogene Laerzio su Protagora (IX, 50-56)

Mar 06

50 Protagora di Artemone o, come dicono così Apollodoro come Dione nel quinto libro della Storia della Persia, di Meandrio, era abderita, e questo è professato nei libri della Perlustrazionie concernente le leggi da Eraclide Pontico, il quale professa eziandio che costui scrisse le leggi per i cittadini di Turi, ancorché Eupoli negli Adulatori lo definisca di Teo, giacché favella...

Petite Plaisance: pensieri in movimento

Petite Plaisance: pensieri in movimento

Set 01

  In armonia con studiosi quali Rudolf Arnheim, che sostengono che il pensare esige immagini e le immagini contengono del pensiero [1], critici e appassionati da sempre ricordano come il cinema, inteso come spazio oltrenarrativo, come ambito in cui la modalità del senso si costituisce in una «intermediazione originaria tra qualcosa che è dato e qualcosa che ha senso» [2], come un’arte...

Alcmeone, Sulla natura

Alcmeone, Sulla natura

Ago 01

  1. Diog., VIII, 83: Alkmaiōn Krotōniētēs tade élexe Peirithou huiós Brotinōi kai Léonti kai Bathullōi: perí tōn aphaneōn, perí tōn thnētṓn saphḗneian men theói ékhonti, hōs de anthrōpois tekmáiresthai. Alcmeone crotoniate figlio di Pirito enunciò queste lezioni a Brontino, a Leonte ed a Batillo: per quel che riguarda le cose invisibili, per quel che riguarda le...

Antropologia filosofica novecentesca. Uno sguardo preliminare

Antropologia filosofica novecentesca. Uno sguardo preliminare

Feb 24

  INTRODUZIONE Un celebre verso di Friedrich Hölderlin recita così: «ma là dove c’è il pericolo, cresce anche ciò che salva» (in tedesco, wo aber Gefahr ist, waechst das Rettende auch). Il pericolo è ciò che allarma e mette in guardia; irrompe furiosamente spezzando una certa armonia. Genera tensione, turbamento, caos. È energia caotica, forza che dis-ordina. Esso altera...

Plotino, Enneade I 4 [46: Sulla felicità], 5

Plotino, Enneade I 4 [46: Sulla felicità], 5

Mar 22

    Brano precedente: Plotino, Enneade I 4 [46: Sulla felicità], 4   5. Che [15] dire dunque dei dolori e delle malattie e di quel che vieta interamente d’agire? Se, ordunque, non si fosse neppure coscienti? Ciò, infatti, potrebbe generarsi per effetto sia di farmaci sia d’alcune malattie. Come, dunque, nell’insieme di questi casi, potrebbero aversi il vivere bene e la...