Temi e protagonisti della filosofia

Diogene Laerzio su Chilone (I, 68-73)

Diogene Laerzio su Chilone (I, 68-73)

Gen 09

    68 Chilone di Damageto, lacedemonio. Questi poetò elegie insino a duecento versi, e professò che la previdenza per il futuro, colta con il ragionamento, è virtù per l’uomo. Questi, dunque, provocò il germano, che soffriva per non esser divenuto eforo, mentre lui stesso lo era, dicendo questo: «Ecco che io resisto all’oppressione dell’ingiustizia, tu invece no». Fu...

Diogene Laerzio su Anacarsi (I, 101-105)

Diogene Laerzio su Anacarsi (I, 101-105)

Gen 02

    101 Anacarsi lo scita era figlio di Gnuro e fratello di Caduida re degli Sciti, mentre la madre era ellena; per questo era anche bilingue. Costui poetò ottocento versi evocanti i costumi presenti tra gli Sciti e quelli presenti tra gli Elleni, in riferimento alla schiettezza della vita e concernenti la guerra. Ha eziandio originato una paremia dacché era dotato di parresia; questo...

Diogene Laerzio su Misone (I, 106-108)

Diogene Laerzio su Misone (I, 106-108)

Dic 26

    Articolo precedente: Diogene Laerzio su Anacarsi (I, 101-105)   106 Misone di Strimone, come professa Sosicrate, rifacendosi per questo a Ermippo, della gente di Chene, un villaggio da qualche parte nell’Eta o in Laconia, è contato tra i Sette. Professano anche che il padre di costui era un tiranno. Qualcuno propone inoltre la leggenda che, giacché Anacarsi evocò...

Diogene Laerzio su Anassarco (IX, 58-60)

Diogene Laerzio su Anassarco (IX, 58-60)

Ott 03

    Brano precedente: Diogene Laerzio su Diogene di Apollonia (IX, 57)   58 Anassarco era abderita. Costui udì le lezioni di Diogene lo smirneo; quest’ultimo, a sua volta, aveva udito quelle di Metrodoro il chioto, il quale diceva di non sapere neanche questo, cioè di non sapere nulla. Metrodoro, infine, avrebbe udito Nessa il chioto; altri, comunque, professano che abbia udito...

Plotino, Enneade I 4 [46: Sulla felicità], 15

Plotino, Enneade I 4 [46: Sulla felicità], 15

Mag 07

    Brano precedente: Plotino, Enneade I 4 [46: Sulla felicità], 14   15. Ma se vi fossero due saggi, e se per l’uno fossero presenti tutti quanti i vantaggi che son giudicati conformi a natura, mentre per l’altro i contrari, professeremo che per essi è presente pari felicità? Lo professeremo, se per davvero son saggi alla pari. Se dunque uno dei due è bello nel corpo e...