Temi e protagonisti della filosofia

Diogene Laerzio su Pittaco (I, 74-81)

Diogene Laerzio su Pittaco (I, 74-81)

Mag 15

Brano precedente: Diogene Laerzio su Chilone (I, 68-73) 74 Pittaco d’Irradio, mitilenese. Ebbene, Duride dice che padre di costui era un trace. Costui, messosi assieme con i germani di Alceo, abbatté Melancro, il tiranno di Lesbo; e, quando i Mitilenesi e gli Ateniesi combattevano per la contrada dell’Achilleitide, costui era stratego dei Mitilenesi, mentre degli Ateniesi lo era...

Diogene Laerzio su Licone (V, 65-74)

Diogene Laerzio su Licone (V, 65-74)

Mar 27

Brano precedente: Diogene Laerzio su Stratone di Lampsaco (V, 58-64) 65 A costui succedette come diadoco nel capeggiare la scuola Licone figlio d’Astianatte, della Troade, uomo facondo e insieme collocato nell’attingimento dell’acme pertinentemente alla pedagogia. Professava, ecco, che si deve coartare i figli col giogo del pudore e dell’ambizione, così come i cavalli si...

Diogene Laerzio su Biante (I, 82-88)

Diogene Laerzio su Biante (I, 82-88)

Gen 30

Brano precedente: Diogene Laerzio su Pittaco (I, 74-81) 82 Biante di Teutamo, nato a Priene; Satiro lo discernette primo dei sagaci Sette. Se da un lato alcuni sostengono che costui fosse ricco, dall’altro Duride professa che era perieco in questa villa. Fanodico, dunque, comunica che, dopo aver riscattato delle ragazze prigioniere di Messene, le crebbe come figlie e procurò...

Diogene Laerzio su Cleobulo (I, 89-93)

Diogene Laerzio su Cleobulo (I, 89-93)

Gen 23

Brano precedente: Diogene Laerzio su Biante (I, 82-88) 89 Cleobulo di Evagora, di Lindo; per Dueide, invece, era cario; alcuni, dunque, riferiscono che la gente di costui risalirebbe a Ercole; si sarebbe distinto, dunque, in forza e bellezza; avrebbe partecipato, dunque, alla filosofia offerta in Egitto. A costui, dunque, sarebbe nata una figlia, Cleobulina, poetessa...

Diogene Laerzio su Chilone (I, 68-73)

Diogene Laerzio su Chilone (I, 68-73)

Gen 09

68 Chilone di Damageto, lacedemonio. Questi poetò elegie insino a duecento versi, e professò che la previdenza per il futuro, colta con il ragionamento, è virtù per l’uomo. Questi, dunque, provocò il germano, che soffriva per non esser divenuto eforo, mentre lui stesso lo era, dicendo questo: «Ecco che io resisto all’oppressione dell’ingiustizia, tu invece no». Fu eforo,...