Temi e protagonisti della filosofia

Plotino, Enneade I 4 [46: Sulla felicità], 7

Plotino, Enneade I 4 [46: Sulla felicità], 7

Mar 29

    Brano precedente: Plotino, Enneade I 4 [46: Sulla felicità], 6   7. Perché quindi il felice desidera che queste cose siano presenti ed aborre i contrari? Professeremo che è perché offrono un qualche contributo non già alla felicità, bensì, meglio, all’essere; i contrari, dunque, di queste cose contribuiscono o al non essere oppure inquinano il |5| fine quando son...

Plotino, Enneade I 4 [46: Sulla felicità], 6

Plotino, Enneade I 4 [46: Sulla felicità], 6

Mar 26

    Brano precedente: Plotino, Enneade I 4 [46: Sulla felicità], 5   6. Se l’argomento concedesse che la felicità si dà nel non provare dolore e non ammalarsi e non incappare in disgrazie e non cascare in grandi sfortune, allora chiunque non sarebbe felice innanzi alla presenza delle contrarietà; se invece questa [la felicità] è insita nel possesso del vero bene, |5|...

Plotino, Enneade I 6 [1: Sul bello], 7

Plotino, Enneade I 6 [1: Sul bello], 7

Feb 26

    Brano precedente: Plotino, Enneade I 6 [1: Sul bello], 6   7. Bisogna quindi rivenire in alto all’ottimo bene, cui si dirige appetendo ogni anima. Se qualcuno quindi ha visto esso, sa ciò di cui parlo, come sia bello. È oggetto di desiderio, infatti, come bene, ed il desiderio si getta verso questo; l’attingimento di esso, comunque, è riservato a coloro che vengono...

Plotino, Enneade I 6 [1: Sul bello], 6

Plotino, Enneade I 6 [1: Sul bello], 6

Feb 22

    Brano precedente: Plotino, Enneade I 6 [1: Sul bello], 5   6. Ecco che dunque, come argomenta l’antico discorso [16], la temperanza ed il coraggio ed ogni virtù sono purificazione; anche la saggezza stessa. Perciò anche le iniziazioni rettamente alludono per enigmi al fatto che il non purificato anche nell’Ade giacerà nel fango, [5] giacché quello che non è puro ha...

Plotino, Enneade IV 8 [6: Sulla discesa dell’anima nei corpi], 7

Plotino, Enneade IV 8 [6: Sulla discesa dell’anima nei corpi], 7

Gen 18

    Brano precedente: Plotino, Enneade IV 8 [6: Sulla discesa dell’anima nei corpi], 6   7. Essendo dunque duplice questa natura, intelligibile e sensibile, benché sia meglio per l’anima essere nell’intelligibile, avendo tale natura, ecco, deve necessariamente poter partecipare anche del sensibile e non arrabbiarsi con se stessa se |5| non è in ogni aspetto qual che...