Temi e protagonisti della filosofia

Diogene Laerzio su Bione (prima parte: IV, 46-51)

Diogene Laerzio su Bione (prima parte: IV, 46-51)

Set 11

46 Bione, quanto alla genia, era boristenita. Di quali genitori, dunque, fosse figlio e da quali circostanze sia stato portato alla filosofia, egli stesso lo dichiara ad Antigono, siccome, quando quest’ultimo gli chiese: Chi, donde sei tra gli uomini? Quale la tua polis? E i genitori, dunque? [Od., I 170; X 325] Bione, subodorando di esser stato calunniato, gli rispose: «Mio...

Plutarco, Su virtù e vizio

Plutarco, Su virtù e vizio

Set 04

I vestiti danno il destro ala sensazione di calore nella persona, di sicuro non perché siano essi stessi a scaldare e procurare il calore (siccome di per sé stesso ciascuno di essi è freddo, e per questo spesso accaldati e febbricitanti ne cambiano uno dopo l’altro), tutt’altro, per questo: la veste, aderendo al corpo, coibenta e rinserra il calore che la persona manda...

Diogene Laerzio su Stilpone (II, 113-120)

Diogene Laerzio su Stilpone (II, 113-120)

Ago 28

Brano precedente: Diogene Laerzio su Euclide di Megara (II, 106-112) 113 Stilpone di Megara in Ellade ascoltò le dissertazioni di alcuni che erano stati formati da Euclide; alcuni, d’altronde, professano che costui abbia ascoltato le lezioni dello stesso Euclide, ma anche quelle di Trasimaco corinzio, che era discepolo di Ittia, come afferma Eraclide. Nella sua attività di...

Diogene Laerzio su Periandro (I, 94-100)

Diogene Laerzio su Periandro (I, 94-100)

Ago 21

Brano precedente: Diogene Laerzio su Cleobulo (I, 89-93) 94 Periandro di Cipselo, corinzio, discendeva dalla genia degli Eraclidi. Costui sposò Lisida, che egli chiamava Melissa, figlia di Procle tiranno di Epidauro e di Eristeneia figlia di Aristocrate e sorella di Aristomede, i quali occupavano da signori quasi tutta l’Arcadia, come afferma Eraclide Pontico nel libro Sul...

Diogene Laerzio su Clitomaco (IV, 67)

Diogene Laerzio su Clitomaco (IV, 67)

Ago 14

Brano precedente: Diogene Laerzio su Carneade (IV, 62-66) 67 Clitomaco era cartaginese. Questi si chiamava Asdrubale e filosofava col suo idioma, in patria. Recatosi, dunque, ad Atene quando aveva ormai quarant’anni, ascoltò le dissertazioni di Carneade; ed ecco che quello, giacché gli andava a genio il suo amore per il lavoro, gli fece imparare le lettere e simultaneamente...