Temi e protagonisti della filosofia

Plutarco, Anche la donna va educata

Plutarco, Anche la donna va educata

Giu 12

[Stob. 3,18,27] Estratto dallo scritto di Plutarco Anche la donna va educata:Considerano sacri a Dioniso il nartece e il Lete, giacché non bisogna ricordare i demeriti pulsionali indotti dal vino, bisognosi altrimenti d’una condanna blanda simile a quella fatta ai pargoli. A questo somiglia anche quest’ode: «odio se memore chi beve assieme con me». Euripide, dunque, disse che...

Frammenti sulla nobiltà attribuiti a Plutarco da Giovanni Stobeo

Frammenti sulla nobiltà attribuiti a Plutarco da Giovanni Stobeo

Giu 05

[Stob. 4,29,21] Estratto dallo scritto di Plutarco Contro la nobiltà di nascita:Ecco, che altro pensiamo rappresenti la nobiltà di nascita, se non antica ricchezza e antica dignità? Giacché nessuna di queste due è obbediente a noi, ma sono dovute l’una alla fortuna bendata, l’altra all’umana inettitudine al discernimento, la nobiltà di nascita fa comunque dipendere il suo...

Plutarco, Se la precognizione degli eventi futuri sia utile

Plutarco, Se la precognizione degli eventi futuri sia utile

Mag 29

[Stob. 1,5,19] Estratto dallo scritto di Plutarco Se la precognizione degli eventi futuri sia utile: «Ecco, quel che si merita per destino non può esser né distorto né prevenuto», «e basta solo un annuire di ciglia, / perché permanentemente con questo sia tessuta una forte necessità». Per questa disposizione chiamano l’heimarmene anche Adrasteia, giacché fa valere un limite...

Diogene Laerzio su Eraclide Pontico (V, 86-94)

Diogene Laerzio su Eraclide Pontico (V, 86-94)

Mag 22

Brano precedente: Diogene Laerzio su Demetrio Falereo (V, 75-85) 86 Eraclide di Eutifrone, di Eraclea del Ponto, fu uomo ricco. Ad Atene, dunque, prese prima contatto con Speusippo; peraltro ascoltò anche le dissertazioni dei Pitagorici e fu colto da acuto zelo per le dottrine di Platone; dopo ascoltò eziandio Aristotele, come afferma Sozione nelle Successioni dei diadochi dei filosofi....

Diogene Laerzio su Pittaco (I, 74-81)

Diogene Laerzio su Pittaco (I, 74-81)

Mag 15

Brano precedente: Diogene Laerzio su Chilone (I, 68-73) 74 Pittaco d’Irradio, mitilenese. Ebbene, Duride dice che padre di costui era un trace. Costui, messosi assieme con i germani di Alceo, abbatté Melancro, il tiranno di Lesbo; e, quando i Mitilenesi e gli Ateniesi combattevano per la contrada dell’Achilleitide, costui era stratego dei Mitilenesi, mentre degli Ateniesi lo era...

Frammenti sul calunniare attribuiti a Plutarco da Giovanni Stobeo

Frammenti sul calunniare attribuiti a Plutarco da Giovanni Stobeo

Mag 08

[Stob. 3,20,59] Estratto dalla dissertazione di Plutarco sulla calunnia:I servi novellamente comprati si ragguagliano non se il padrone sia superstizioso o invidioso, tutt’altro: se sia iracondo. [Stob. 3,38,31] Estratto dalla dissertazione di Plutarco sul calunniare:Alcuni paragonano l’invidia al fumo, siccome, pur se è denso agli inizi, nondimeno quando s’emette fiamma...

Diogene Laerzio su Demetrio Falereo (V, 75-85)

Diogene Laerzio su Demetrio Falereo (V, 75-85)

Mag 01

Brano precedente: Diogene Laerzio su Licone (V, 65-74) 75 Demetrio di Fanostrato, Falereo. Costui, da una parte, udì Teofrasto; dall’altra, parlando con oratoria coltivata agli Ateniesi nell’agorà, esercitò l’egemonia su questa polis per dieci anni, e fu celebrato con trecentosessanta simulacri bronzei; la più parte di questi artefatti erano equestri o lo rappresentavano sul...

Alcuni frammenti di Plutarco

Alcuni frammenti di Plutarco

Apr 24

Commento a Empedocle [Hyppol. Haer. 5,20,5]Questi culti iniziatici [orfici], dunque, son stati principiati e tramandati agli uomini, prima del culto in Eleusi di Celeo, Trittolemo, Demetra, Core e Dioniso, in Fliunte nell’Attica, siccome le orge della cosiddetta Magna Madre in Fliunte sono precedenti ai misteri Eleusini. V’è, dunque, un porticato in questa istituzione, e sul...

Frammenti sulla ricchezza attribuiti a Plutarco da Giovanni Stobeo

Frammenti sulla ricchezza attribuiti a Plutarco da Giovanni Stobeo

Apr 17

[Stob. 4,31c,85] Di Plutarco Contro la ricchezza:Ecco, la cupidigia si comprova difficile a frenarsi già da sola, dunque a maggior ragione aggiungendovi un profluvio di ricchezze diviene infrenabile. [Stob. 4,31c,86] In questo stesso scritto:D’altronde v’è in costoro insaziabilità e incredibile mania e s’impregnano di tale entusiasmo per il possesso quasi fidassero che,...

Plutarco, Sull’ira

Plutarco, Sull’ira

Apr 10

[Stob. 3,20,70] Di Plutarco, estratto dalla perlustrazione Sull’ira:Dunque, quanto gli uomini praticano asserviti all’ira è di necessità cieco così come insensato e manca completamente il bersaglio. Ecco, infatti, non è possibile che uno si serva dell’intelletto razionale se è asservito all’ira; dunque, questo agire senza intelletto è in toto contestualmente...

Frammenti sulla bellezza attribuiti a Plutarco da Giovanni Stobeo

Frammenti sulla bellezza attribuiti a Plutarco da Giovanni Stobeo

Apr 03

[Stob. 4,21,12] Di Plutarco, a supporto della bellezza:Ecco, e con ciò? La natura degli umani non è un tutto sintetico articolato in corpo fisico e psiche? O uno solo dei due ci basta? Com’è possibile che sia così, dunque? Ecco, questo, il corpo, non vi sarebbe senza la tutela della psiche, mentre la psiche non vi sarebbe se non avesse questo, che la trattiene insieme a sé. Che...

Diogene Laerzio su Licone (V, 65-74)

Diogene Laerzio su Licone (V, 65-74)

Mar 27

Brano precedente: Diogene Laerzio su Stratone di Lampsaco (V, 58-64) 65 A costui succedette come diadoco nel capeggiare la scuola Licone figlio d’Astianatte, della Troade, uomo facondo e insieme collocabile nell’attingimento dell’acme per quanto riguarda la pedagogia. Professava, ecco, che si deve coartare i figli col giogo del pudore e dell’ambizione, così come i cavalli...

Diogene Laerzio su Ferecide (I, 116- 122)

Diogene Laerzio su Ferecide (I, 116- 122)

Mar 20

Brano precedente: Diogene Laerzio su Epimenide (I, 109-115) 116 Ferecide di Babis era di Siro – questo professa Alessandro nelle Successioni –; udì le dissertazioni di Pittaco. Teopompo professa che costui fu il primo, nella letteratura degli Elleni, a scrivere pertinentemente alla natura e alla genesi degli dei. Una pluralità di leggende meravigliose, dunque, si riferiscono per...

Diogene Laerzio su Stratone di Lampsaco (V, 58-64)

Diogene Laerzio su Stratone di Lampsaco (V, 58-64)

Mar 13

58 A Teofrasto, dunque, succedette come diadoco nella direzione della scuola Stratone figlio di Arcesilao, di Lampsaco, di cui costui fece eziandio menzione nelle disposizioni testamentarie; era uomo molto eletto ed era chiamato coll’appellativo di “Fisico” perché si è occupato di questa teoria con una disposizione molto più sagace di quella presentata da chiunque altro. Fu altresì...

Diogene Laerzio su Protagora (IX, 50-56)

Diogene Laerzio su Protagora (IX, 50-56)

Mar 06

Brano precedente: Diogene Laerzio su Democrito (terza parte: IX, 45-49) 50 Protagora di Artemone o, come dicono così Apollodoro come Dione nel quinto libro della Storia della Persia, di Meandrio, era abderita, e questo è affermato anche nei libri della Perlustrazione concernente le leggi da Eraclide Pontico, il quale afferma anche che costui scrisse le leggi per i cittadini di Turi,...

Diogene Laerzio su Crantore (IV, 24-27)

Diogene Laerzio su Crantore (IV, 24-27)

Feb 27

Brano precedente: Diogene Laerzio su Cratete accademico (IV, 21-23) 24 Crantore di Soli, nonostante fosse ammirato nella sua patria, salpò da questa in direzione di Atene e udì le dissertazioni di Senocrate qual scolaro insieme con Polemone. Costui lasciò commentari; in tutto tre miriadi di stichi; alcuni, in qualche misura, li presumono di Arcesilao. Supportano, dunque, questa fama:...

Diogene Laerzio su Cratete accademico (IV, 21-23)

Diogene Laerzio su Cratete accademico (IV, 21-23)

Feb 20

Brano precedente: Diogene Laerzio su Polemone (IV, 16-20) 21 Cratete, il cui padre era Antigene, era ateniese, del demo di Tria, ed era simultaneamente così uditore come amato di Polemone; fu altresì diadoco di costui qual direttore della scuola. Dunque, costoro volevano così bene l’uno all’altro che, sinché rimasero in vita, non solo erano interessati dalle stesse occupazioni,...

Diogene Laerzio su Polemone (IV, 16-20)

Diogene Laerzio su Polemone (IV, 16-20)

Feb 13

16 Polemone era figlio di Filostrato, ateniese, del demo di Oione. Quand’era giovane era così intemperante e dissoluto che portava eziandio con sé dell’argento per offrire pronta soddisfazione ai desideri; ne celava eziandio nelle fessure, altroché. Anche nell’Accademia, presso una qualche colonna, fu trovata una moneta da tre oboli infilata in questo nascondiglio...