Temi e protagonisti della filosofia

Diogene Laerzio su Polemone (IV, 16-20)

Diogene Laerzio su Polemone (IV, 16-20)

Feb 13

16 Polemone era figlio di Filostrato, ateniese, del demo di Oione. Quand’era giovane era così intemperante e dissoluto che portava eziandio con sé dell’argento per offrire pronta soddisfazione ai desideri; ne celava eziandio nelle fessure, altroché. Anche nell’Accademia, presso una qualche colonna, fu trovata una moneta da tre oboli infilata in questo nascondiglio...

Diogene Laerzio su Speusippo (IV, 1-5)

Diogene Laerzio su Speusippo (IV, 1-5)

Feb 06

1 Per noi è stato possibile mettere insieme questi percorsi di disamina di Platone avendo svolto con impegno le letture pertinenti a quest’uomo. Succedette a costui come diadoco, dunque, Speusippo di Eurimedonte, ateniese, del demo di Mirrinunte, che era figlio della sorella dello stesso Platone, Potone. Questi fu scolarca per otto anni, cominciando dalla centottesima Olimpiade; fece...

Diogene Laerzio su Biante (I, 82-88)

Diogene Laerzio su Biante (I, 82-88)

Gen 30

Brano precedente: Diogene Laerzio su Pittaco (I, 74-81) 82 Biante di Teutamo, nato a Priene; Satiro lo discernette primo dei sagaci Sette. Se da un lato alcuni sostengono che costui fosse ricco, dall’altro Duride professa che era perieco in questa villa. Fanodico, dunque, comunica che, dopo aver riscattato delle ragazze prigioniere di Messene, le crebbe come figlie e procurò...

Diogene Laerzio su Cleobulo (I, 89-93)

Diogene Laerzio su Cleobulo (I, 89-93)

Gen 23

Brano precedente: Diogene Laerzio su Biante (I, 82-88) 89 Cleobulo di Evagora, di Lindo; per Dueide, invece, era cario; alcuni, dunque, riferiscono che la gente di costui risalirebbe a Ercole; si sarebbe distinto, dunque, in forza e bellezza; avrebbe partecipato, dunque, alla filosofia offerta in Egitto. A costui, dunque, sarebbe nata una figlia, Cleobulina, poetessa...

Diogene Laerzio su Epimenide (I, 109-115)

Diogene Laerzio su Epimenide (I, 109-115)

Gen 16

Brano precedente: Diogene Laerzio su Misone (I, 106-108) 109 Epimenide, conformemente alla fama presentata da Teopompo e copiosi altri, aveva come padre Festio, mentre altri dicono Dosiade, ed altri ancora Agesarco. Cretese, quanto alla gente, da Cnosso, però alternativo a vedersi, con quella chioma gettata all’indietro. Costui, quando venne inviato dal padre nell’agro per...

Diogene Laerzio su Chilone (I, 68-73)

Diogene Laerzio su Chilone (I, 68-73)

Gen 09

68 Chilone di Damageto, lacedemonio. Questi poetò elegie insino a duecento versi, e professò che la previdenza per il futuro, colta con il ragionamento, è virtù per l’uomo. Questi, dunque, provocò il germano, che soffriva per non esser divenuto eforo, mentre lui stesso lo era, dicendo questo: «Ecco che io resisto all’oppressione dell’ingiustizia, tu invece no». Fu eforo,...

Diogene Laerzio su Anacarsi (I, 101-105)

Diogene Laerzio su Anacarsi (I, 101-105)

Gen 02

101 Anacarsi lo scita era figlio di Gnuro e fratello di Caduida re degli Sciti, mentre la madre era ellena; per questo era anche bilingue. Costui poetò ottocento versi evocanti i costumi presenti tra gli Sciti e quelli presenti tra gli Elleni, in riferimento alla schiettezza della vita e concernenti la guerra. Ha eziandio originato una paremia dacché era dotato di parresia; questo è il...

Diogene Laerzio su Misone (I, 106-108)

Diogene Laerzio su Misone (I, 106-108)

Dic 26

Brano precedente: Diogene Laerzio su Anacarsi (I, 101-105) 106 Misone di Strimone, come professa Sosicrate, rifacendosi per questo a Ermippo, della gente di Chene, un villaggio da qualche parte nell’Eta o in Laconia, è contato tra i Sette. Professano anche che il padre di costui era un tiranno. Qualcuno propone inoltre la leggenda che, giacché Anacarsi evocò l’oracolo per sapere se...

Diogene Laerzio su Leucippo (IX, 30-33)

Diogene Laerzio su Leucippo (IX, 30-33)

Dic 19

    Brano precedente: Diogene Laerzio su Zenone di Elea (IX, 25-29)   30 Leucippo era eleate; secondo alcuni, invece, era abderita, secondo altri ancora fu milesio. Questi udì Zenone. Riportiamo, dunque, l’opinione di costui: tutte quante le cose sono infinite e si cangiano l’una nell’altra, e il tutto è vuoto e pieno. I cosmi, dunque, si generano nel cadere dei corpi...

Dossografia aristotelica di Diogene Laerzio (V, 28-34)

Dossografia aristotelica di Diogene Laerzio (V, 28-34)

Dic 12

    28 In questi libri, dunque, vuole professare queste dottrine: la lezione della filosofia è divisa nella parte pratica ed in quella teoretica; nella pratica, dunque, si sussumono l’etica ed eziandio la politica; a questa, dunque, si ascrivono le perlustrazioni sulla polis ed eziandio le perlustrazioni sulla casa; in merito a quella teoretica, dunque, vi fanno parte la fisica ed...

Diogene Laerzio su Eudosso (VIII, 86-91)

Diogene Laerzio su Eudosso (VIII, 86-91)

Dic 05

Brano precedente: Diogene Laerzio su Filolao (VIII, 84-85) 86 Eudosso di Eschine, cnidio, studioso delle leggi degli astri, geometra, medico, nomoteta. Questi, per quanto concerne le discipline geometriche, udì Archita, nel genere degli studi medici, invece, udì Filistione il siceliota, come professa Callimaco nei Pynakes. Sozione, inoltre, nelle Successioni, afferma che costui udì eziandio le...

Diogene Laerzio su Anassimene (II, 3-5)

Diogene Laerzio su Anassimene (II, 3-5)

Nov 28

    Brano precedente: Diogene Laerzio su Anassimandro (II, 1-2)   3 Anassimene di Erisistrato, milesio, udì Anassimandro. [Alcuni però professano che costui udì anche Parmenide.] Questi disse che archè è l’aria e che questa è infinita. Inoltre, gli astri si muoverebbero non sotto la terra, bensì intorno alla terra. Per veicolare ha utilizzato, dunque, un dialetto ionico...

Diogene Laerzio su Anassimandro (II, 1-2)

Diogene Laerzio su Anassimandro (II, 1-2)

Nov 21

Brano precedente: Diogene Laerzio su Ferecide (I, 116-122) 1 Anassimandro di Prassiade, milesio. Questi professò che archè ed elemento è l’apeiron, non riguardandolo come aria o acqua o qualcos’altro. Inoltre, mentre le parti cangerebbero, il tutto sarebbe incangiabile. In mezzo, dunque, si situerebbe la terra, che avrebbe occorrenza nella posizione al centro e sarebbe sferoide;...

Diogene Laerzio su Filolao (VIII, 84-85)

Diogene Laerzio su Filolao (VIII, 84-85)

Nov 14

Filolao crotoniate, pitagorico. Platone scrive a Dione di comprare da costui i libri pitagorici. Morì condannato come facinoroso coll’obiettivo della tirannide. Vi sono anche nostri versi indirizzati a costui: Giudico tutti quanti vittime del sospetto in sommo grado; dacché, anche se non commetti male, ma s’offre il destro a questa lettura, hai finito. In questo modo anche Crotone...

Diogene Laerzio su Archita (VIII, 79-83)

Diogene Laerzio su Archita (VIII, 79-83)

Nov 07

    79 Archita di Mnesagora o, secondo Aristosseno, di Estieo, tarantino; anche questi era pitagorico. Questi è colui che salvò Platone mediante un’epistola quando stava per essere ucciso da Dionisio. Fu ammirato, dunque, dai più in quanto ottimo in ogni virtù; tant’è che sette volte fu stratego dei suoi cittadini, mentre gli altri non furono strateghi per più d’un...

Diogene Laerzio su Senofane (IX, 18-20)

Diogene Laerzio su Senofane (IX, 18-20)

Ott 31

18 Senofane di Dessio o, secondo Apollodoro, di Ortomeno, di Colofone, è oggetto della lode di Timone, giacché, ecco, favella così: Senofane, dunque, sottratto al fumo, oppositore dell’inganno d’Omero. Questi, esiliato dalla patria, trascorse la propria vita in Zancle di Sicilia e in Catania. Secondo alcuni, poi, non udì nessuno, mentre secondo altri udì Botone ateniese o – alcuni...

Diogene Laerzio su Zenone di Elea (IX, 25-29)

Diogene Laerzio su Zenone di Elea (IX, 25-29)

Ott 24

Brano precedente: Diogene Laerzio su Melisso (IX, 24) 25 Zenone eleate. Apollodoro nella Cronologia professa che questi fisicamente era figlio di Teleagora, mentre per adozione lo era in effetti di Parmenide. Per quanto concerne costui e Melisso, Timone professa questo: Quindi la maestosa forza non fiaccabile dell’ambilingue Zenone, obiettante a tutti quanti; dunque Melisso, ottimo al di...

Diogene Laerzio su Melisso (IX, 24)

Diogene Laerzio su Melisso (IX, 24)

Ott 17

  Brano precedente: Diogene Laerzio su Parmenide (IX, 21-23)   24 Melisso d’Itigene era samio. Questi udì le lezioni di Parmenide; peraltro intrattenne eziandio rapporti con Eraclito; in questa circostanza, dunque, fece conoscere quest’ultimo agli Efesini che lo ignoravano, così come per parte sua Ippocrate fece conoscere Democrito agli Abderiti. Fu eziandio uomo politico e fu...