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La Dimostrazione dell’esistenza di Dio: La prova ontologica in Cartesio

La Dimostrazione dell’esistenza di Dio: La prova ontologica in Cartesio

Dic 23

Con questo post iniziamo una serie di articoli in cui discuteremo le principali prove che il pensiero filosofico ha portato per dimostrare l’esistenza di Dio. Accanto ad esse, si sono sviluppate delle obiezioni che hanno generato attorno al tema una dialettica che ha attraversato secoli di filosofia, da Anselmo a Tommaso d’Aquino, da Aristotele a Platone, da Decartes a Leibniz passando per Kant, per finire nella contemporaneità con Godel e Darwin.

Il tema della dimostrazione dell’esistenza di Dio, oltre a toccare diverse epoche come si può notare dai nomi sopra citati, coinvolge ambiti di pensiero differenti, affrontando problemi teoretici, logici, morali, epistemologici e teologici. La nostra trattazione seguirà le dimostrazioni principali dell’esistenza di Dio, che possono essere riassunte in 4 prove:

  • la prova ontologica
  • la prova cosmologica
  • la prova teleologica
  • la prova morale

La prima prova che affrontiamo è la prova ontologica. Di questa prova, tesa a dimostrare l’esistenza di Dio attribuendogli l’attributo di “esistenza” in modo necessario, possiamo citare due versioni, quella di Descartes e di Anselmo. Le due versioni, cronologicamente distanti, sono accomunate dal medesimo fine e hanno contribuito a generare un dibattito dialettico che andremo a trattare.

La prova ontologica di Cartesio

Secondo Descartes, l’attributo dell’esistenza non può essere separato da Dio con la stessa cogenza con cui non è possibile separare da un triangolo la proprietà che la somma dei suoi angoli interni è di 180°. L’accostamento tra Cartesio e Euclide non è casuale: la quinta delle Meditazioni cartesiane espone la prova ontologica in un modello di dimostrazione proprio fedele a quello euclideo.

Secondo Descartes, infatti,

l’esistenza di Dio può essere conosciuta mediante una semplice considerazione della sua natura

e Cartesio cerca di dimostrare questa tesi partendo dalla premessa che (Nona Definizione)

dire che qualcosa è contenuto nella natura o nel concetto di un ente equivale a dire che quel qualcosa è vero dell’ente in questione

aggiungendo,  nella decima definizione, che

un’esistenza necessaria e perfetta è contenuta nel concetto di Dio

concludendo quindi che di Dio si può affermare con verità e necessità l’esistenza, ovvero che Dio esiste.

Cerchiamo di ricapitolare il ragionamento cartesiano approfondendolo sotto un altro punto di vista.

Decartes parte dalla premessa che (1) essere contenuto nel concetto equivale ad essere vero; segue affermando che (2) contenuto del concetto di Dio è l’esistenza necessaria; ma allora dalle due tesi ne consegue che l’esistenza necessaria di Dio è vera, quindi Dio esiste.

Parallelo a questo ragionamento c’è un altro ragionamento fondato sulla tesi secondo cui contenuto nel concetto di Dio è ogni perfezione, intendendo come perfezioni, in una tradizione che risale alla Metafisica di Aristotele, qualità come ad esempio onniscienza, onnipotenza, eternità, misericordia, giustizia.

Riprendendo il ragionamento di Cartesio, sulla falsa riga del precedente possiamo affermare che

ciò che è contenuto nel concetto equivale a vero per quel concetto
ogni perfezione è contenuta nel concetto di Dio
ogni perfezione di Dio è vera

Sarà proprio a partire dal tema delle perfezioni attribuite a Dio, che sorgerà la prima obiezione al ragionamento cartesiano, quella di Leibniz: ma lo vedremo nel prossimo post.

Per Approfondire

 


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3 comments

  1. Stefano

    Ottimo articolo, con Godel che ha dato la risposta definitva alla questione. MA vi prego non accostate Godel e Darwin, il primo autentico genio della logica, il secondo novelliere per bambini che nulla ha di scientifico.
    La storiella di Darwin, nonostante sia stata piú volte falsificata, per dirla alla Popper, continua a campeggiare sui libri di testo solo per motivi ideologici, non certo scientifici. Di qui la mia definizione dei supporters come “SCIMPANZIATI” che, soli, possono vantare una relazione diretta con le scimmie, peraltro assai piú intelligenti! 😉
    Per il resto la tematica é assai interessante, anche se ultimamente é stata oggetto di incursioni da parte di atei famosi come Stephen Hawking, dimentico del suo ruolo di fisico, che niente sa di filosofia teoretica (Essendo un poietico).
    LA ricerca é bella perché difficile. “Dio è sottile ma non è malizioso” (A.Einstein)

    • Stefano Corsi
      Stefano Corsi

      Stefano, porta pazienza se il mio intervento potrà sembrare “fuori tema”, ma la curiosità per ciò che hai scritto è molta: quali sono gli studi scientifici che hanno falsificato la “storiella di Darwin”?

    • Luca

      Stefano, che definisci Darwin un “novelliere per bambini che nulla ha di scientifico”, potresti illustrare anche a me le evidenze sperimentali che avrebbero più volte falsificato la “storiella di Darwin”? Come qualunque teoria scientifica, le idee di Darwin hanno dei limiti di applicabilità e anche alcune note lacune, ma sono curioso di conoscere quali esperimenti o scoperte abbiano falsificato nelle fondamenta il concetto di evoluzione…

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