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La Falsificabilità di Popper

La Falsificabilità di Popper

Gen 04

Ricapitoliamo le puntate precedenti:

  • il Circolo di Vienna, sulla base del principio di verificazione, attribuisce senso alle proposizioni verificabili empiricamente, quali appunto, secondo il Circolo, le proposizioni della scienza. Le proposizioni di metafisica e religione, non essendo verificabili dall’esperienza, sono quindi non sensi, dovuti a fraintendimenti linguistici e volontà di esprimere sentimenti vitali.
  • Poi però, il principio di verificazione si rivela essere autocontraddittorio e a sua volta metafisico, ma oltretutto non riesce a demarcare le proposizioni della scienza.

Le empasse generate verranno superate con:

1. la liberalizzazione dell’empirismo di Carnap, che sostituirà la verificabilità con la confermabilità. In questo modo, un enunciato è considerato confermabile se gli enunciati osservativi possono contribuire in senso positivo o negativo alla sua conferma;

2. il principio di uso e la teoria dei giochi linguistici del secondo Wittgenstein;

3. il criterio di falsificabilitàdi Popper, di cui parliamo in questo post.

Il criterio di falsificabilità di Popper

La cifra distintiva degli asserti scientifici per Popper non è la verificabilità, ma la falsificabilità: un asserto scientifico deve poter essere confutato dall’esperienza.

Facciamo un esempio:

Domani qui pioverà o non pioverà non può essere considerata un’asserzione empirica, in quanto inconfutabile dall’esperienza. E’ infatti vera sia che piova che non piova.

Qui domani pioverà invece può essere considerata una proposizione empirica.

Il criterio di falsificabilità può essere quindi considerato un criterio di demarcazione tra

  • teorie empiriche
  • teorie non empiriche: ovvero le proposizioni logiche, matematiche, metafisiche.

Un asserto è scientifico o empirico, secondo Popper, se da esso seguono delle conseguenze passibili di osservazioni, che possono confermare o falsificare le teorie da cui derivano.

Il fondamento del criterio di falsificabilità di Popper sta nel

asimmetria logica tra verificabilità e falsificabilità (D. Antiseri, Perchè la Metafisica…)

Cerchiamo di capire questa affermazione.

Per Popper il progresso della scienza è dato dalla falsificazione di di ogni teoria. Questa prescrizione si fonda sul fatto che

non si dà nulla di simile al metodo induttivo (Popper, Logica della scoperta scientifica)

ovvero ogni teoria scientifica, per quante conferme possa aver avuto finora, non è detto che in futuro non possa essere smentita.

Ecco allora che si spiega l’asimmetria tra verificabilità e falsificabilità:

(le asserzioni universali) non possono mai essere derivate da asserzioni singolari, ma possono venire contraddette da asserzioni singolari. Di conseguenza è possibile (…) concludere dalla verità di asserzioni singolari alla falsità di asserzioni universali (Popper, Congetture e Confutazioni)

Diciamola in termini più semplici: una teoria è scientifica perchè ha conseguenze che possono essere confermate o smentite dall’osservazione. Ma un numero qualunque di osservazioni che confermano/smentiscono la teoria non è in grado di essere esteso a tutti i casi, ovvero, per dirla con Antiseri,

non è in grado di fondare logicamente il quantificatore universale “tutti” attraverso cui si esprimono le leggi scientifiche: (x) (Gx->Fx).

Facciamo un esempio.

Se abbiamo finora sempre visto i cigni di colore bianco, non possiamo concludere che tutti i cigni sono bianchi, perchè il prossimo controllo potrebbe smentirci, facendoci scoprire un cigno nero.

Quindi non solo non possiamo fidarci  dell’induzione, ma nemmeno dell’osservazione che conferma o falsifica una teoria: essa infatti non è mai pura, ma intrisa di teoria (di qui il problema della teoreticità dell’osservazione, che vedremo in un prossimo post).

Concludendo, vediamo dunque le conseguenze sulla metafisica delle posizioni di Popper.

La metafisica per Popper non è insensata, perchè controllabile non significa vero: non solo perchè non si dà l’induzione, ma anche (e a ulteriore riprova) per il caso di teorie metafisiche da cui si sono avute teorie scientifiche (la teoria atomistica di Democrito); la metafisica, al pari della scienza, genera ipotesi controllabili.

Approfondimenti:

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