Temi e protagonisti della filosofia

Diogene Laerzio su Stratone di Lampsaco (V, 58-64)

Diogene Laerzio su Stratone di Lampsaco (V, 58-64)

Mar 13

58 A Teofrasto, dunque, succedette come diadoco nella direzione della scuola Stratone figlio di Arcesilao, di Lampsaco, di cui costui fece eziandio menzione nelle disposizioni testamentarie; era uomo molto eletto ed era chiamato coll’appellativo di “Fisico” perché si è occupato di questa teoria con una disposizione molto più sagace di quella presentata da chiunque altro. Fu altresì...

Diogene Laerzio su Protagora (IX, 50-56)

Diogene Laerzio su Protagora (IX, 50-56)

Mar 06

50 Protagora di Artemone o, come dicono così Apollodoro come Dione nel quinto libro della Storia della Persia, di Meandrio, era abderita, e questo è professato nei libri della Perlustrazionie concernente le leggi da Eraclide Pontico, il quale professa eziandio che costui scrisse le leggi per i cittadini di Turi, ancorché Eupoli negli Adulatori lo definisca di Teo, giacché favella...

Diogene Laerzio su Crantore (IV, 24-27)

Diogene Laerzio su Crantore (IV, 24-27)

Feb 27

Brano precedente: Diogene Laerzio su Cratete accademico (IV, 21-23) 24 Crantore di Soli, nonostante fosse ammirato nella sua patria, salpò da questa in direzione di Atene e udì le dissertazioni di Senocrate qual scolaro insieme con Polemone. Costui lasciò commentari; in tutto tre miriadi di stichi; alcuni, in qualche misura, li presumono di Arcesilao. Supportano, dunque, questa fama:...

Diogene Laerzio su Cratete accademico (IV, 21-23)

Diogene Laerzio su Cratete accademico (IV, 21-23)

Feb 20

Brano precedente: Diogene Laerzio su Polemone (IV, 16-20) 21 Cratete, il cui padre era Antigene, era ateniese, del demo di Tria, ed era simultaneamente così uditore come amato di Polemone; fu altresì diadoco di costui qual direttore della scuola. Dunque, costoro volevano così bene l’uno all’altro che, sinché rimasero in vita, non solo erano interessati dalle stesse occupazioni,...

Diogene Laerzio su Polemone (IV, 16-20)

Diogene Laerzio su Polemone (IV, 16-20)

Feb 13

16 Polemone era figlio di Filostrato, ateniese, del demo di Oione. Quand’era giovane era così intemperante e dissoluto che portava eziandio con sé dell’argento per offrire pronta soddisfazione ai desideri; ne celava eziandio nelle fessure, altroché. Anche nell’Accademia, presso una qualche colonna, fu trovata una moneta da tre oboli infilata in questo nascondiglio...