Temi e protagonisti della filosofia

Diogene Laerzio su Eudosso (VIII, 86-91)

Diogene Laerzio su Eudosso (VIII, 86-91)

Dic 05

    Brano precedente: Diogene Laerzio su Filolao (VIII, 84-85)   86 Eudosso di Eschine, cnidio, studioso delle leggi degli astri, geometra, medico, nomoteta. Questi, per quanto concerne le discipline geometriche, udì Archita, nel genere degli studi medici, invece, udì Filistione il siceliota, come professa Callimaco nei Pynakes. Sozione, inoltre, nelle Successioni, afferma che...

Diogene Laerzio su Anassimene (II, 3-5)

Diogene Laerzio su Anassimene (II, 3-5)

Nov 28

    Brano precedente: Diogene Laerzio su Anassimandro (II, 1-2)   3 Anassimene di Erisistrato, milesio, udì Anassimandro. [Alcuni però professano che costui udì anche Parmenide.] Questi disse che archè è l’aria e che questa è infinita. Inoltre, gli astri si muoverebbero non sotto la terra, bensì intorno alla terra. Per veicolare ha utilizzato, dunque, un dialetto ionico...

Diogene Laerzio su Anassimandro (II, 1-2)

Diogene Laerzio su Anassimandro (II, 1-2)

Nov 21

    1 Anassimandro di Prassiade, milesio. Questi professò che archè ed elemento è l’apeiron, non riguardandolo come aria o acqua o qualcos’altro. Inoltre, mentre le parti cangerebbero, il tutto sarebbe incangiabile. In mezzo, dunque, si situerebbe la terra, che avrebbe occorrenza nella posizione al centro e sarebbe sferoide; la luna, dunque, sarebbe pseudoluminosa, e...

Diogene Laerzio su Filolao (VIII, 84-85)

Diogene Laerzio su Filolao (VIII, 84-85)

Nov 14

    Filolao crotoniate, pitagorico. Platone scrive a Dione di comprare da costui i libri pitagorici. Morì condannato come facinoroso coll’obiettivo della tirannide. Vi sono anche nostri versi indirizzati a costui: Giudico tutti quanti vittime del sospetto in sommo grado; dacché, anche se non commetti male, ma s’offre il destro a questa lettura, hai finito. In questo modo anche...

Diogene Laerzio su Archita (VIII, 79-83)

Diogene Laerzio su Archita (VIII, 79-83)

Nov 07

    79 Archita di Mnesagora o, secondo Aristosseno, di Estieo, tarantino; anche questi era pitagorico. Questi è colui che salvò Platone mediante un’epistola quando stava per essere ucciso da Dionisio. Fu ammirato, dunque, dai più in quanto ottimo in ogni virtù; tant’è che sette volte fu stratego dei suoi cittadini, mentre gli altri non furono strateghi per più d’un...

Diogene Laerzio su Senofane (IX, 18-20)

Diogene Laerzio su Senofane (IX, 18-20)

Ott 31

    18 Senofane di Dessio o, secondo Apollodoro, di Ortomeno, di Colofone, è oggetto della lode di Timone, giacché, ecco, favella così: Senofane, dunque, sottratto al fumo, oppositore dell’inganno d’Omero. Questi, esiliato dalla patria, trascorse la propria vita in Zancle di Sicilia e in Catania. Secondo alcuni, poi, non udì nessuno, mentre secondo altri udì Botone ateniese o...

Diogene Laerzio su Zenone di Elea (IX, 25-29)

Diogene Laerzio su Zenone di Elea (IX, 25-29)

Ott 24

    Brano precedente: Diogene Laerzio su Melisso (IX, 24)   25 Zenone eleate. Apollodoro nella Cronologia professa che questi fisicamente era figlio di Teleagora, mentre per adozione lo era in effetti di Parmenide. Per quanto concerne costui e Melisso, Timone professa questo: Quindi la maestosa forza non fiaccabile dell’ambilingue Zenone, obiettante a tutti quanti; dunque...

Diogene Laerzio su Melisso (IX, 24)

Diogene Laerzio su Melisso (IX, 24)

Ott 17

  Brano precedente: Diogene Laerzio su Parmenide (IX, 21-23)   24 Melisso d’Itigene era samio. Questi udì le lezioni di Parmenide; peraltro intrattenne eziandio rapporti con Eraclito; in questa circostanza, dunque, fece conoscere quest’ultimo agli Efesini che lo ignoravano, così come per parte sua Ippocrate fece conoscere Democrito agli Abderiti. Fu eziandio uomo politico e fu...

Diogene Laerzio su Parmenide (IX, 21-23)

Diogene Laerzio su Parmenide (IX, 21-23)

Ott 10

    Bramo precedente: Diogene Laerzio su Senofane (IX, 18-20)   21 Dunque, Parmenide di Pire, eleate, udì Senofane. Teofrasto nell’Epitome riporta la fama che questi udì Anassimandro. Comunque, avendo udito anche Senofane, non seguì il solco della dottrina di costui. S’accomunò eziandio col pitagorico Aminia di Diochete (come professò Sozione), uomo bensì povero, ma...

Diogene Laerzio su Anassarco (IX, 58-60)

Diogene Laerzio su Anassarco (IX, 58-60)

Ott 03

    Brano precedente: Diogene Laerzio su Diogene di Apollonia (IX, 57)   58 Anassarco era abderita. Costui udì le lezioni di Diogene lo smirneo; quest’ultimo, a sua volta, aveva udito quelle di Metrodoro il chioto, il quale diceva di non sapere neanche questo, cioè di non sapere nulla. Metrodoro, infine, avrebbe udito Nessa il chioto; altri, comunque, professano che abbia udito...

Diogene Laerzio su Diogene di Apollonia (IX, 57)

Diogene Laerzio su Diogene di Apollonia (IX, 57)

Set 26

  57 Diogene di Apollotemide, apolloniate, fu fisico e uomo assai eletto. Udì dunque – professa Antistene – Anassimene. Era comunque dei tempi d’Anassagora. Costui – professa Dementrio Falereo nell’Apologia di Socrate – a causa di magna invidia per poco non rischiò la vita ad Atene. Costui, dunque, portava queste dottrine: per elemento vi sarebbe l’aria, i cosmi...

Detti di Aristotele in Diogene Laerzio (V, 17-21)

Detti di Aristotele in Diogene Laerzio (V, 17-21)

Set 19

  17 Si attribuiscono, dunque, a costui anche bellissimi apoftegmi, questi qui. Richiesto di proferire che guadagno germina per i bugiardi, professò questo: «Legittimare la sfiducia eziandio quando dicono la verità». Quella volta che fu biasimato giacché aveva dato l’elemosina a un uomo vizioso, rispose alla provocazione: «Ho avuto pietà non della stortura, ma dell’uomo». Aveva...

Diogene Laerzio su Archelao (II, 16-17)

Diogene Laerzio su Archelao (II, 16-17)

Set 12

    16 Archelao ateniese o milesio, padre del quale fu Apollodoro – alcuni, invece di questo, menzionano Midone –, fu allievo di Anassagora; fu didascalo di Socrate. [Questi per primo attuò l’esportazione della filosofia fisica dalla Ionia ad Atene.] E fu chiamato fisico, perciò eziandio in costui languì la filosofia fisica, giacché Socrate introdusse l’indagine etica....

Diogene Laerzio sull’etica di Platone (III, 78-80)

Diogene Laerzio sull’etica di Platone (III, 78-80)

Set 05

    78 Per quel che riguarda, dunque, beni e mali esponeva queste lezioni. Telos sarebbe l’assimilazione al dio. Dunque, la solerte virtù sarebbe esercizio proporzionato di per se stesso all’eudemonia. Come organi, comunque, deve per di più aver un surplus d’efficienza per il corpo, forza, salute, l’ubbidire bene agli stimoli sensoriali, e aver beni simili, anche quelli...

Petite Plaisance: pensieri in movimento

Petite Plaisance: pensieri in movimento

Set 01

  In armonia con studiosi quali Rudolf Arnheim, che sostengono che il pensare esige immagini e le immagini contengono del pensiero [1], critici e appassionati da sempre ricordano come il cinema, inteso come spazio oltrenarrativo, come ambito in cui la modalità del senso si costituisce in una «intermediazione originaria tra qualcosa che è dato e qualcosa che ha senso» [2], come un’arte...

Frammenti di Policleto

Frammenti di Policleto

Ago 29

    1. Plut., De prof. virt., 17, 86a: Quelli che, ecco, progrediscono nella virtù, per i quali dunque di già «è stata battuta l’aurea base» [Pind. fr. 194 M.] per così dire d’un qualche sacro e regale duomo della vita, non s’assoggettano all’avvicinamento di nulla di natura casuale tra gli avvenimenti, tutt’altro: agendo come assistiti dal filo a piombo del...

Damone e Finzia

Damone e Finzia

Ago 22

    Diod., X, 4, 3: Quando Dionisio era tiranno, tal Finzia Pitagorico, che aveva voluto uccidere il tiranno, dovendo dunque scontare la condanna, chiese a Dionisio del tempo per questo: disporre prima come voleva delle cose sue private; professò dunque che avrebbe dato come garante della sua morte uno dei suoi amici. Meravigliandosi dunque il dinasta che potesse esservi questo tale...

Frammenti di Ione di Chio

Frammenti di Ione di Chio

Ago 15

    TRIAGMI 1. Harpocr., s. v. Ἴων, Ione: …Trascrivono dunque di esso questi insegnamenti: «Arché, dunque, per me della legge: tutti quanti tre e nulla più o meno di questi tre. Di ciascun singolo oggetto virtù si rivela una triade: comprensione e forza e sorte [arkhḗ de moi tou logou: panta tria kai oudén pleon ē élasson toutōn tōn triṓn. henós hekastou aretḗ...