Temi e protagonisti della filosofia

Plutarco, Sulla superstizione (11)

Plutarco, Sulla superstizione (11)

Set 23

Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (10) 11. Ebbene, parlare male degli dei è irreligioso, mentre pensarne male non lo è? Ma non è il pensiero a rendere indegna la voce del blasfemo? Ecco che noi, infatti, rigettiamo la diffamazione giacché segno di mente malevola e consideriamo nemici quanti parlano male di noi giacché anche malpensanti. T’avvedi, ordunque, di...

Plutarco, Sulla superstizione (10)

Plutarco, Sulla superstizione (10)

Set 16

Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (9) 10. Per questo, ecco, mi succede di meravigliarmi di coloro che professano che l’ateismo è empietà, ma non professano altrettanto sulla superstizione. Eppure, ecco, ad Anassagora occorse un processo per empietà quando disse che il sole è una pietra, mentre nessuno ha mai proclamato empi i Cimmeri giacché credono che il sole...

Plutarco, Sulla superstizione (9)

Plutarco, Sulla superstizione (9)

Set 09

Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (8) 9. Tale è la superstizione negli eventi e nei momenti imprevisti, cosiddetti perniciosi; d’altra parte anche in quelli più soavi non è per nulla migliore dell’ateismo. Soavissimi, dunque, sono per gli uomini le feste, i banchetti presso i templi, i misteri, le iniziazioni, le preghiere agli dei e le adorazioni di essi....

Plutarco, Sulla superstizione (8)

Plutarco, Sulla superstizione (8)

Set 02

Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (7) 8. Narrano che Tribano, che stava per esser arrestato dai Persiani, sguainò il gladio e combatté gagliardamente, da uomo forte qual era; dopo, quando gridando gli notificarono che lo arrestavano per ordine del re, buttò subito la spada e presentò le mani per farsele legare. Non s’ingenera forse qualcosa di simile? Gli altri...

Plutarco, Sulla superstizione (7)

Plutarco, Sulla superstizione (7)

Ago 26

Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (6) 7. Per prima cosa, dunque, ispeziona attentamente la disposizione dell’ateo nell’incontrare fatti imprevisti. Se è per lo più misurato, s’adatta in silenzio alle circostanze presentantisi e si comporta con forza e coraggio; se invece è intollerante e perturbato, scaglia tutte le lamentele contro la tyche ed il caso e...

Plutarco, Sulla superstizione (6)

Plutarco, Sulla superstizione (6)

Ago 19

Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (5) 6. Che ne dici dunque? Non ti sembra che il difetto degli atei rapportato a quello dei superstiziosi sia di tal genere? Gli uni non vedono per niente gli dei, gli altri suppongono che siano malvagi; gli uni li trascurano, gli altri presumono spaventoso quanto è benevolo, tirannico quanto è paterno, dannoso quanto è premuroso e...

Plutarco, Sulla superstizione (5)

Plutarco, Sulla superstizione (5)

Ago 12

Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (4) 5. Nessuna di queste proposizioni è applicabile all’ateismo. Peraltro l’ignoranza è coriacea, il travisamento e la cecità per quanto riguarda questioni talmente serie sono grandi sfortune per la psiche, come se si fosse spento il più splendido ed importante dei suoi molti occhi: la noesi di Dio. Ma a questa dottrina,...

Plutarco, Sulla superstizione (4)

Plutarco, Sulla superstizione (4)

Ago 05

Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (3) 4. A Samo era il tiranno Policrate a incutere paura, a Corinto era Periandro, ma nessuno sarebbe stato impaurito da costoro se si fosse trasferito in una polis libera e retta democraticamente. Ordunque, colui che paventa il potere degli dei come se costituisse una tirannide oscura ed inesorabile, dove si trasferirà, dove...

Plutarco, Sulla superstizione (3)

Plutarco, Sulla superstizione (3)

Lug 29

Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (2) 3. Ordunque, tutte le malattie e le passioni della psiche sono brutte; in alcune, d’altronde, vi è qualcosa di fiero, di superiore e di distinto suscitato dalla loro leggerezza; in nessuna comunque è assente uno stimolo all’azione. Anzi è esattamente questo il reclamo comune contro ogni passione: incalza e...

Plutarco, Sulla superstizione (2)

Plutarco, Sulla superstizione (2)

Lug 22

Brano precedente: Plutarco, Sulla superstizione (1) 2. Perlustriamo dunque l’argomento scelto. L’ateismo, che è una dottrina stolta criticante l’esserci di quanto è beato ed incorruttibile, col non aver fede nel divino sembra fruttificare in una qualche apatia, così il risultato di questo non credere negli dei è l’assenza di paura; la superstizione, di contro, come attesta...

Plutarco, Sulla superstizione (1)

Plutarco, Sulla superstizione (1)

Lug 15

1. L’ignoranza e l’incomprensione per quanto concerne gli dei sin da subito, dall’esordio, sono avanzate come un duo e hanno prodotto l’ateismo nelle personalità rigide, come se fossero terreni duri, e la superstizione in quelle deboli, come se fossero terreni umidi. Ebbene, ogni singola opinione falsa è dannosa, comunque lo è senz’altro quella pertinente a questi...

Una testimonianza sulla filosofia della religione di Plutarco

Una testimonianza sulla filosofia della religione di Plutarco

Lug 08

[Giovanni Malala, Cronografia, p. 55 Dindorf, 66-67 Hole]Erano, infatti, anche questi [popoli orientali] artefici d’immagini, guide e iniziatori ai misteri, e da costoro soprattutto fu recata in Ellade questa religiosità [omissis] gli Ioni, dunque, quelli della stirpe di Io, divennero la prima gente ad attuarli. [omissis] Plutarco di Cheronea, rifacendosi all’antica filosofia...

Una testimonianza di Plutarco sullo stoico Giulio Cano

Una testimonianza di Plutarco sullo stoico Giulio Cano

Lug 01

[Sincello, Cronografia, 1,625 Dindorf]Questi [Gaio Caligola] eliminò anche Giulio Cano, uno dei filosofi stoici; per quanto concerne costui da parte degli Elleni è stata creata una diceria, a quanto sembra, inverosimile. Ecco la leggenda: quando venne portato a morire, tranquillamente preannunciò a uno dei sodali che lo seguivano, di nome Antioco di Seleucia, che l’avrebbe...

Plutarco, Monarchia, democrazia e oligarchia (4)

Plutarco, Monarchia, democrazia e oligarchia (4)

Giu 24

Brano precedente: Plutarco, Monarchia, democrazia e oligarchia (3) 4. La persona esperta dell’arte musicale e il musicista userà sempre strumenti intonati e accordati con tecnica, suonando ciascuno secondo regola cosicché ne derivi un suono naturale ed armonioso; seguendo comunque un consiglio di Platone, prescinderà da pettidi, sambuche, salteri pieni di suoni, barbiti e trigoni...

Plutarco, Monarchia, democrazia e oligarchia (3)

Plutarco, Monarchia, democrazia e oligarchia (3)

Giu 17

Brano precedente: Plutarco, Monarchia, democrazia e oligarchia (2) 3. Accanto a tutti questi sensi, si dice politeia anche l’ordinamento d’una polis e la costituzione che ne dispone le pratiche; conformemente a questo senso affermano che vi sono tre costituzioni politiche, monarchia, oligarchia e democrazia, su cui anche Erodoto, nel terzo libro, fa un confronto critico e che...

Plutarco, Monarchia, democrazia e oligarchia (2)

Plutarco, Monarchia, democrazia e oligarchia (2)

Giu 10

Brano precedente: Plutarco, Monarchia, democrazia e oligarchia (1) 2. Politeia, dunque, si dice anche il godimento dei diritti politici in una città; in questa accezione affermiamo che i Megaresi conferirono la cittadinanza ad Alessandro; questi, d’altronde, si fece beffe del loro impegno, ma quando essi evocarono il fatto che prima avevano conferito la cittadinanza...

Plutarco, Monarchia, democrazia e oligarchia (1)

Plutarco, Monarchia, democrazia e oligarchia (1)

Giu 03

1. Nel sottoporre all’esame di questo tribunale il dialogo svoltosi ieri tra me e voi, m’è parso, come nel dormiveglia, d’udire la virtù politica che diceva: Forgiata in oro è la base con santi carmi [Pind. fr. 194 Sn.]; è gettato un discorso che esorta ed eleva alla politica: «Alziamo dunque le mura», edificando su questa esortazione la dottrina giusta, dacché per...

Plutarco, Sull’amore (3)

Plutarco, Sull’amore (3)

Mag 27

Articolo precedente: Plutarco, Sull’amore (2) [Stob. 4,20,69] Dello stesso autore, Sull’amore:L’amore non ha nascimento ex abrupto e tutto insieme come la collera né s’appressa veloce benché sia chiamato alato, tutt’altro: s’accende a poco a poco e quasi struggendosi, quantunque dopo essersi attaccato alla psiche vi permanga molto tempo e non posi neppure...