Temi e protagonisti della filosofia

Diogene Laerzio su Menedemo (prima parte: II, 125-130)

Diogene Laerzio su Menedemo (prima parte: II, 125-130)

Ott 16

Brano precedente: Diogene Laerzio su Critone, Glaucone, Simmia, Cebete (II, 121-125) Costui era tra gli adepti istruiti da Fedone. Era figlio di Clistene, uno di coloro che venivano chiamati Teopropidi, il quale era uomo bennato, ma architetto e povero; alcuni, poi, dichiarano che costui era anche scenografo e che Menedemo si formò in ambedue le professioni; per questo, quando...

Diogene Laerzio su Democrito (terza parte: IX, 45-49)

Diogene Laerzio su Democrito (terza parte: IX, 45-49)

Ott 09

Brano precedente: Diogene Laerzio su Democrito (seconda parte: IX, 40-45) Trasillo, dunque, scrisse un catalogo ordinato per tetralogie anche dei libri di costui, così come fece per quelli di Platone. 46 Dunque, i libri di etica sono questi: Pitagora,Sulla disposizione del sofo,Sulle realtà in Ade,Tritogenia (v’è questo titolo giacché da questa si generano tre...

Diogene Laerzio su Democrito (seconda parte: IX, 40-45)

Diogene Laerzio su Democrito (seconda parte: IX, 40-45)

Ott 02

Brano precedente: Diogene Laerzio su Democrito (prima parte: IX, 34-40) Aristosseno dunque, nei Commentari storici, afferma che Platone avrebbe desiderato dare alle fiamme gli scritti di Democrito, quanti avesse potuto mettere insieme, ma che i pitagorici Amicla e Clinia glielo impedirono per la ragione che quest’azione era completamente inutile: ecco, questi libri erano già...

Diogene Laerzio su Democrito (prima parte: IX, 34-40)

Diogene Laerzio su Democrito (prima parte: IX, 34-40)

Set 25

Brano precedente: Diogene Laerzio su Leucippo (IX, 30-33) 34 Democrito, nato da Egesistrato – ma per alcuni nacque da Atenocrito e per altri da Damasippo – era abderita o, osservano taluni, milesio. Costui ascoltò le dissertazioni di alcuni Magi e Caldei, che il re Serse aveva lasciato a suo padre come istitutori quando fu ospitato da quest’ultimo, come narra anche Erodoto;...

Diogene Laerzio su Bione (seconda parte: IV, 51-58)

Diogene Laerzio su Bione (seconda parte: IV, 51-58)

Set 18

Brano precedente: Diogene Laerzio su Bione (prima parte: IV, 46-51) Costui, da principio, privilegiò le teorie accademiche, nel tempo in cui udì Cratete; poi cominciò ad obbedire all’agire cinico, prendendo il mantello e la bisaccia. 52 Ecco, per quale altra ragione costui si sarebbe convertito all’apatia? Dopodiché passò a occuparsi dei ragionamenti teodorei...

Diogene Laerzio su Bione (prima parte: IV, 46-51)

Diogene Laerzio su Bione (prima parte: IV, 46-51)

Set 11

46 Bione, quanto alla genia, era boristenita. Di quali genitori, dunque, fosse figlio e da quali circostanze sia stato portato alla filosofia, egli stesso lo dichiara ad Antigono, siccome, quando quest’ultimo gli chiese: Chi, donde sei tra gli uomini? Quale la tua polis? E i genitori, dunque? [Od., I 170; X 325] Bione, subodorando di esser stato calunniato, gli rispose: «Mio...

Plutarco, Su virtù e vizio

Plutarco, Su virtù e vizio

Set 04

I vestiti danno il destro ala sensazione di calore nella persona, di sicuro non perché siano essi stessi a scaldare e procurare il calore (siccome di per sé stesso ciascuno di essi è freddo, e per questo spesso accaldati e febbricitanti ne cambiano uno dopo l’altro), tutt’altro, per questo: la veste, aderendo al corpo, coibenta e rinserra il calore che la persona manda...

Diogene Laerzio su Stilpone (II, 113-120)

Diogene Laerzio su Stilpone (II, 113-120)

Ago 28

Brano precedente: Diogene Laerzio su Euclide di Megara (II, 106-112) 113 Stilpone di Megara in Ellade ascoltò le dissertazioni di alcuni che erano stati formati da Euclide; alcuni, d’altronde, professano che costui abbia ascoltato le lezioni dello stesso Euclide, ma anche quelle di Trasimaco corinzio, che era discepolo di Ittia, come afferma Eraclide. Nella sua attività di...

Diogene Laerzio su Periandro (I, 94-100)

Diogene Laerzio su Periandro (I, 94-100)

Ago 21

Brano precedente: Diogene Laerzio su Cleobulo (I, 89-93) 94 Periandro di Cipselo, corinzio, discendeva dalla genia degli Eraclidi. Costui sposò Lisida, che egli chiamava Melissa, figlia di Procle tiranno di Epidauro e di Eristeneia figlia di Aristocrate e sorella di Aristomede, i quali occupavano da signori quasi tutta l’Arcadia, come afferma Eraclide Pontico nel libro Sul...

Diogene Laerzio su Clitomaco (IV, 67)

Diogene Laerzio su Clitomaco (IV, 67)

Ago 14

Brano precedente: Diogene Laerzio su Carneade (IV, 62-66) 67 Clitomaco era cartaginese. Questi si chiamava Asdrubale e filosofava col suo idioma, in patria. Recatosi, dunque, ad Atene quando aveva ormai quarant’anni, ascoltò le dissertazioni di Carneade; ed ecco che quello, giacché gli andava a genio il suo amore per il lavoro, gli fece imparare le lettere e simultaneamente...

Diogene Laerzio su Carneade (IV, 62-66)

Diogene Laerzio su Carneade (IV, 62-66)

Ago 07

Brano precedente: Diogene Laerzio su Lacide (IV, 59-61) 62 Carneade di Epicome o di Filocomo (come preferisce Alessandro nelle Successioni dei diadochi dei filosofi) era cireneo. Costui, dopo aver letto con molta solerzia i libri degli stoici, e con moltissima quelli di Crisippo, avanzò opportunamente obiezioni ad essi e le presentò tanto elettamente che citava anche quel noto...

Diogene Laerzio su Lacide (IV, 59-61)

Diogene Laerzio su Lacide (IV, 59-61)

Lug 31

Brano precedente: Diogene Laerzio su Bione (seconda parte: IV, 51-58) 59 Lacide di Alessandro, cireneo. Questi è colui che costituì la nuova Accademia e succedette come diadoco ad Arcesilao. Era un uomo estremamente dignitoso ed ebbe non pochi emuli; era cultore della fatica sin da giovane e povero, comunque era amabile e di buona compagnia. Asseriscono anche che costui, per...

Diogene Laerzio su Eschine (II, 60-64)

Diogene Laerzio su Eschine (II, 60-64)

Lug 24

60 Eschine, figlio del salsicciaio Carino (per altri, invece, di Lisania), era ateniese. Sin da giovane stimò la fatica; anche per questo non si distanziò da Socrate. Perciò quest’ultimo asserì: «Sa onorarci soltanto il figlio del salsicciaio». Idomeneo afferma che fu costui, non già Critone, a consigliato a Socrate, in carcere, di perseguire la fuga; Platone, da parte sua, per il...

Diogene Laerzio su Critone, Simone, Glaucone, Simmia, Cebete (II, 121-125)

Diogene Laerzio su Critone, Simone, Glaucone, Simmia, Cebete (II, 121-125)

Lug 17

Brano precedente: Diogene Laerzio su Stilpone (II, 113-120) Critone 121 Critone era ateniese; costui provava una disposizione molto affettuosa per Socrate, più d’ogni altro; in questo senso, dunque, si curava di quest’ultimo cosicché non rimanesse giammai derelitto in alcunché al profilarsi dell’esigenza. Anche i figli di costui ascoltarono i discorsi di Socrate:...

Diogene Laerzio su Euclide di Megara (II, 106-112)

Diogene Laerzio su Euclide di Megara (II, 106-112)

Lug 10

106 Euclide proveniva da Megara, presso l’Istmo, o da Gela, secondo alcuni: così afferma Alessandro nelle Successioni dei diadochi dei filosofi. Costui aveva dimestichezza anche con gli scritti parmenidei, e i proseliti da lui aggregati erano chiamati megarici, dopodiché eristici, dopo ancora dialettici; Dionisio calcedonio per primo denominò costoro in questo modo, per questo fatto:...

Plutarco, Studi omerici

Plutarco, Studi omerici

Lug 03

[Gell. 4,11] Anche Plutarco, uomo la cui autorità pesa in varie discipline, nel primo dei libri che compose su Omero, scrisse che il filosofo Aristotele aveva ascritto posizioni identiche a queste ai Pitagorici, cioè che non si astenevano dal mangiare animali, sebbene mangiassero comunque poca carne. Ho trascritto verbatim qui sotto le parole stesse di Plutarco, giacché questa realtà è...

Plutarco, Lettera sull’amicizia

Plutarco, Lettera sull’amicizia

Giu 26

[Stob. 2,31,82] Estratto dall’Epistola sull’amicizia:L’educazione, anche se non comportasse nessun altro beneficio, comporta pur sempre questo: frequentare, in vista del disporre di essa, la scuola con altri evitando il vizio, per chiunque abbia un qualche pudore; così più […] essi stessi ed altri […]. [Stob. 2,46,15] Estratto dall’Epistola...

Frammenti contro il piacere attribuiti a Plutarco da Giovanni Stobeo

Frammenti contro il piacere attribuiti a Plutarco da Giovanni Stobeo

Giu 19

[Stob. 3,6,49] Estratto dallo scritto di Plutarco Contro il piacere:Il piacere getta nel languore i corpi, rammollendoli giorno per giorno con gli eccessi; l’assimilazione seriale di questi ultimi priva del tono, estenuando la vigoria di essi. Effetti: agevolazione delle malattie e agevolazione delle stanchezze, dunque una vecchiaia prematura nella giovinezza. [Stob. 3,6,50] In...